sabato 17 settembre 2011

Non disprezzare

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza.



(Stefano Benni)




Mi piace questa piccola poesia, mi fa pensare che nel mondo c'è posto per tutto.
Anche per quello che sembra piccolo, anche per quelli che, a torto, pensano di essere "non abbastanza".


Buon week end...

giovedì 25 agosto 2011

Tragico rientro

E' sempre così....
come svegliarsi in preda all'ansia, al caldo, o ai brividi di freddo o col mal di stomaco!
Il rientro al lavoro è sempre tragico...
Mi sento un bradipo oggi e ovviamente sono riuscita a scrivere appena poche righe di un progetto che sto seguendo, a malapena sono riuscita a risolvere alcuni compiti che si erano accumulati durante le ferie e in più sono al 4° caffè della giornata, ma della carica necessaria, nemmeno l'ombra....

A parte l'afa, a parte che non vedo il mare nè la spiaggia tutti i giorni, a parte la nostalgia degli amici e dei parenti, son contenta di essere ritornata!!
Sembrerà un paradosso, ma dopo un pò non avere le tue cose intorno, i colori della tua casa, le tue abitudini, sfasa il ritmo e l'umore; per cui son contenta di essere tornata in città.

Basterebbe solo che la notte facesse meno caldo, giusto per evitare un bagno di sudore....

venerdì 5 agosto 2011

Buone vacanze!!!

"Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla."
(Ennio Flaiano)


 ....E allora, non ci resta che goderci le vacanze!!!

Buona estate a tutti.

martedì 12 luglio 2011

A volte ritornano

Sembra il titolo di un film o di un libro...
Una frase trita e ritrita, detta tantissime volte, distrattamente, come se fosse una cosa banale.
Ma spesso quando qualcosa o qualcuno ritorna, mette di fronte a una serie di verifiche e analisi che scatenano vari sentimenti nella persona: dubbi, emozioni, rancore, rabbia, felicità, sorpresa, ansia, frustrazione... e l'elenco potrebbe continuare all'infinito.
La maggior parte delle volte uno si chiede perchè, nell'universo del possibile, il caso sceglie proprio quell'evento e lo lascia accadere.
Questa frase mi piace, suona come la parafrasi di un passo celebre del libro "Oceano mare", di Alessandro Baricco. Un caso che l'abbia scritta proprio ieri sul blog di una mia carissima amica?
Chi lo sa... spesso il destino gioca con la vita delle persone.
L'avevo letto da qualche parte che sarebbe stata un'estate strana, forse uno di quegli oroscopi mensili che si trovano nei siti di astrologia.
Avevo detto anche: questa mattina comincia storta...
Infatti, in ordine di sequenza, ho dovuto ritirare una raccomandata in posta ed erano tasse, mi chiama mia sorella e mi dice che è morto il fratello di un nostro amico per un ictus e che ci saranno i funerali, in studio mi saltano le indicazioni per un progetto e alle 13 e 29, eccolo!

Come se non bastasse oggi è il compleanno della mia ex coinquilina a cui voglio molto bene e il compleanno di un collega del mio ragazzo a cui non voglio per niente bene, causa di una serie di noie che abbiamo dovuto affrontare di recente.
So già che al rientro in casa dovrò litigare perchè non voglio essere ipocrita e andare a festeggiare una persona che mal sopporto, perchè mi conosco: esploderò dicendo tutto quello che penso e la cosa non sarà buona.
Io avrò fatto la figura della guastafeste (pur essendo nel giusto) e rovinerò il rapporto che c'è tra il mio ragazzo e il suo collega (anche se sarebbe una cosa salutare).
Ma al di là di questo, che già fa capire il tono della mia giornata, alle 13 e 29, eccolo!

Venditti cantava "E quando pensi che sia finita....è proprio allora che comincia la salita...".
Toglierei la seconda parte della strofa se non altro perchè non intendo percorrere alcuna salita, di certo non più.
Ormai ho la mia strada, è vero non me la sono scelta ma ho faticato a trovarla e sono stata fortunata ad ascoltare il cuore che mi diceva di percorrerla.
Indietro non torno.
E spesso sono le strade che scelgono te e non il contrario. Quando le inizi non pensi nemmeno che può essere la tua strada.
Non lo sapevo nemmeno nel 1999 quando una strada scelse me e io non la volevo percorrere. Eppure quel viaggio mi rese così felice... come una persona non crede di esserlo mai nella vita.
Ma niente é per sempre e la strada s'interruppe nel 2004, davanti non c'era più il sentiero ma solo un portone sbarrato a cui non potevo avere accesso: non avevo le chiavi, non avevo una scala, era ricoperto di rovi e io dopo un pò, diventai troppo debole per tentare la scalata.
Ma lasciando da parte le metafore, alle 13 e 29 di oggi posso dire che il destino è venuto a bussare un'altra volta alla mia porta e mi ha riportato qualcuno che credevo non avrei mai più visto o sentito (e, senza dubbio, una parte di me lo sperava...).

Così come ha fatto 2 anni fa, quando mi riportò indietro un passato, all'epoca era un passato vecchio di oltre 4 anni, che non immaginavo sarebbe più tornato.
Quella volta l'ho presa così, forse con filosofia ma ero amaraggiata da quanto avevo saputo.
Il destino si era veramente divertito con me e mi aveva fatto scoprire che per 4 anni in realtà quel portone era rimasto accessibile.
C'era una porticina nascosta tra i rovi, in un angolo del portone, ma chi c'era dietro di esso non aveva voluto mostrarne l'esistenza, magari provando anche solo a dare qualche segnale...
La vergogna e l'orgoglio glielo avevano impedito. Esattamente due anni fa come ora mi sentii triste per il tempo perduto, ma razionalizzai pensando che se le cose accadono ci deve essere un motivo, e se dei sentimenti impediscono di aprire una porta, forse chi c'è dietro non vuole davvero aprirla.

Alle 13 e 29 di oggi la mia reazione è stata sorprendentemente diversa.
Non ho provato rabbia, nè frustrazione, nè ansia...stranamente l'ho presa a ridere!
Incredibile questa cosa per me. Ne ero divertita.
Forse perchè incosciamente sapevo che davanti ai miei occhi stavo ottenendo la dimostrazione di quanto avevo sempre pensato. L'ulteriore dimostrazione che la scelta di due anni fa, di trasformare quel cammino in una strada chiusa e di tramutare quello che era presente in passato da dimenticare, era stata una scelta giusta.
Sinceramente non so cosa spinge il passato a tornare.
Non me lo sono chiesta per molto tempo...ho creduto, forse  inconsciamente, che il passato a volte ritorna perchè la vita è ciclica; e perchè ci sono mostri che vanno riaffrontati per verificare se non fanno più paura.
Chissà se questo mostro è tornato per l'ultima volta o se tornerà ancora.
Per questa volta sono fiera di potergli dire: "Non hai stravolto la mia giornata (ben altre cose lo hanno fatto) e non mi fai più paura!"

Quello che mi preoccupa è che la giornata non è ancora finita.....

domenica 15 maggio 2011

Basta masochismi...

Un personaggio del film New Moon, seguito di Twilight che è andato in onda martedì scorso in prima serata, ad un certo punto del film dice una frase che mi ha fatto molto riflettere.
Per chi ha già visto il film, non sarà difficile ricordare la scena in cui avviene, per chi non lo conosce (credo in pochi) occorre fare una piccola premessa.
Bella, che è la protagonista del film, s'innamora di Edward, un vampiro. La cosa succede già nel primo capitolo della saga, nel secondo film, i due ragazzi si accorgono che l'amore tra un essere umano e un vampiro è una cosa molto pericolosa che rischia di porre fine alla vita di Bella così Edward decide di andar via e fare in modo che Bella si dimentichi di lui.
Come spesso accade per i primi amori e soprattutto per quegli amori estremamente intensi che rischiano di portare le persone alla deriva, la decisione porta più dolore che altro e così Bella soffre molto arrivando addirittura a rischiare in più occasioni la sua vita che ormai le sembra vuota e senza senso.
Il padre di Bella, Charlie, una notte in cui viene svegliato dall'ennesimo incubo della ragazza, accorre in camera della figlia, visbilmente turbata dal sogno, le ricorda che bisogna aprirsi alla vita e le suggerisce di ritornare a vedere i suoi amici soprattutto Jacob, figlio di un grande amico di Charlie e ragazzo davvero affidabile. Mentre è sul letto e le parla, le dice esattamente così:
"Sai a volte, dobbiamo imparare ad amare ciò che ci fa bene. Capisci cosa voglio dire?"

E lì ho risposto io, come se fossi Bella. "Si Charlie, so cosa vuoi dire".
Quest'anno per me è stato pieno di novità tutte arrivate all'improvviso, tutte insieme e forse non avere il tempo di fermarsi a riflettere è stato un bene per certi versi.... (il solito bilancio pre-compleanno...)
Tuttavia oggi so che ad aprile/maggio dello scorso anno ero come Bella...forse non avrei fatto cose molto stupide e insensate, essenzialmente perchè c'è una parte di me che ragiona autonomamente anche quando io sono nelle condizioni peggiori e non vorrei farlo, ma ero anche io in quello stato d'animo così triste e depresso.
Il non fare cose stupide e insensate però, è un gran vantaggio. E' come avere il salvavita incorporato e su questa parte di me non ho potere. Qualcuno lo chiama "istinto di sopravvivenza o di conservazione" e permette non solo di evitare gesti folli, come buttarsi sotto ad un treno o tagliarsi le vene, ma anche agire nel modo migliore e più giusto anche se provoca dolore, fare scelte pratiche anche se costano sacrifici. E' un istinto intelligente, per essere un istinto...
In alcuni esseri umani è sviluppato, in altri è latente e non riesce a vincere del tutto per cui la persona può prendere il soppravvento e farsi guidare da scelte irrazionali, ma non è il mio caso. Non lo è mai stato.
Sapere però che ho scelto di amare quello che mi fa bene potrebbe essere una sorta di sconfitta. Vuol dire forse che non ho scelto quello che amavo veramente?
Oppure è una conseguenza del diventare "maturi"? E qui mi ricollego al mio post precedente, per cui c'è un qualcosa che ha a che fare con l'evoluzione e quindi tutti arriviamo prima o poi a capire che è giusto amare ciò che ci fa bene?
E' l'istinto che dice "basta masochismi", oppure è mancanza di coraggio?

Forse come in tutte le cose della vita non c'è una risposta, saranno due scuole di pensiero e quindi ognuno preferisce la sua versione. 
Ma allora, una volta che abbiamo scelto, la domanda è: "sono sicura che non sentirò la mancanza di qualcosa che non ho mai provato?"
La risposta si chiama rimpianto. E non bisognerebbe vivere di rimpianti e neppure vivere per accontentarsi, perchè quello è sopravvivere, prima o poi dovevo affrontarlo il tema di questo blog.


Sopravvivere non è vivere, ma se uno sa come sopravvivere ed evitare di fare certe scelte che gli impedirebbero di vivere, è condannato al rimpianto?
In fondo c'è una cosa che appaga di meno della felicità ma è più duratura: la serenità.
E la serenità non é forse una buona base per scoprire che, in realtà, si è felici?

venerdì 6 maggio 2011

Noemi - Vuoto A Perdere

Quando ho sentito questa canzone per la prima volta, mi sono riconosciuta.
Sfido chiunque a non fare bilanci di questo tipo sulla propria persona una volta che si è arrivati ai fatidici 30 anni e sembra che il tempo ti sia passato troppo velocemente per porre rimedio a certe situazioni e a certi "squilibri" fisici e psichici che il tempo, implacabilmente, ha provocato.
Si dice spesso che l'importante è stare bene dentro, che bisogna saper accettare gli anni che passano e che la serenità sta nel non lottare contro il tempo ma cercare fare in modo che passi nel miglior modo possibile.
Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta che sono tutte balle....
Se poi aggiungi che ci sono persone che certe "velleità fisiche" non sono mai riuscite a vederle e provarle su stesse, il quadro peggiora.
Io sono una di quelle persone. Non sono mai stata perfetta fisicamente, nemmeno a 15 anni. Certo prima la mia pelle aveva un'elasticità maggiore, il mio metabolismo rispondeva velocemente ai cambiamenti adeguandosi senza difficoltà, i tempi di ripresa dopo i pranzi e le cene delle festività comandate, erano notevolmente ridotti.
Oggi, alla soglia dei 30 anni, tutto è diventato più difficile per me: colpa di un lavoro che mi costringe sulla sedia per più di 8/9 ore di fila al giorno, colpa del tempo che mi manca tra casa, impegni sociali, studio e lavoro, colpa del tempo che passa che ha modificato i tempi di risposta del mio metabolismo e di un'alimentazione disordinata, fatto sta che non riesco a sentirmi in forma da molto tempo ormai.
Così tanto tempo che me lo sono dimenticata.
Nel corso degli anni passati, il tempo mi ha cambiata molto, oggi so accettare tante cose che prima non riuscivo ad accettare e superare. So comprendere, capire, perdonare, essere assertiva, essere accondiscendente, essere prudente, calcolare i tempi per intervenire e quelli in cui restare in disparte, accettare sconfitte e non vantarmi delle vittorie ma....davanti alla trasformazione fisica, sono ancora un'immatura. Lo ammetto: non riesco ad accettarla.
La canzone di Noemi non vale solo per l'aspetto fisico, è chiaro. Io però la sento mia soprattutto per questo scoglio qui del tempo inesorabile che si affligge sul mio fisico, anche a livello di fastidi e acciacchi che non avevo mai avuto.

Davvero sono diventata questa? E senza accorgermene?
Ahi ahi...succede.
Canzone per riflettere....

sabato 26 febbraio 2011

Un pò di Salento e non solo...

Negli ultimi anni la Puglia è diventata scenografia perfetta per molti film e video di successo.
Forse la macchia mediterranea, forse i colori o la luce, la rendono un posto magico, quasi incontaminato e con molto da raccontare.
Molti film di successo sono stati girati in Puglia di cui uno abbastanza recente che ha vinto diversi premi: MINE VAGANTI, film per il quale Ilaria Occhini ed Ennio Fantastichini hanno vinto il David di Donatello.
L'ho presa un pò alla larga per raccontare di un film bellissimo che io adoro, con delle colonne sonore fantastiche, realizzate da Pasquale Catalano, e una storia divertente e toccante al tempo stesso.
Il film non parla della Puglia solo perchè è stato girato a Lecce e provincia, nel Salento, ma anche perchè l'intera storia è concentrata sui pregiudizi di una cultura perbenista e provinciale, che ancora vive in certi luoghi del nostro paese nonostante lo scorrere del tempo che introduce nuovi linguaggi e nuovi modi di pensare.
Arrivo un pò tardi nel senso che il film non è poi così recente ma è occasione, per chi ancora non lo conosce, di vederlo e apprezzarne non solo la storia ma anche i contenuti: dai dialoghi, alla sceneggiatura; dalla colonna sonora all'interpretazione degli attori.
Mine vaganti ha un cast d'eccezione: Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Nicole Grimaudo, Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini e Daniele Pecci; tutti davvero in gamba. Di pregio è l'interpretazione di Elena Sofia Ricci e Ilaria Occhini che trovo quasi "superbe". Un superlativo Ennio Fantastichini e un'intensa Nicole Grimaudo chiudono il quadro. Ho trovato meno "nella parte" proprio i due fratelli protagonisti: Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio le cui interpretazioni rimangono comunque stupende ma, secondo me,  meno brillanti rispetto a quelle degli altri altri attori del cast.
Bellissime le scene con Carolina Crescentini e Giorgio Marchese che riportano la storia indietro nel tempo; piccoli camei di grande spessore.
Fondamentale nel film è la colonna sonora, accurantamente selezionata per fare da cornice perfetta ad una storia davvero emozionante.
Per me Ozpetek questa volta ha superato se stesso in quanto ha saputo combinare l'intensità dei pensieri con la quotidianità, a volte semplice e comunque disarmante, tipica di alcune culture provinciali.
Su internet qualcuno lo ha definito un film "plutoniano"/scorpionico per la capacita di scavare nell'animo come fa Plutone e per l'ironia dissacrante dello scorpione. Riferimento all'astrologia dovuto considerando che Ferzan Ozpetek è un regista attento alla materia tanto da intitolare uno dei suoi film di maggior successo con il nome di un pianeta: "SATURNO CONTRO" per l'appunto.
Personalmente so com'è avere saturno contro (e ora anche plutone contro), chissà se gli effetti saranno rivelatori come le verità a cui si assiste nel film.
Per ridere, piangere e soprattutto per riflettere, è il film giusto....