sabato 26 febbraio 2011

Un pò di Salento e non solo...

Negli ultimi anni la Puglia è diventata scenografia perfetta per molti film e video di successo.
Forse la macchia mediterranea, forse i colori o la luce, la rendono un posto magico, quasi incontaminato e con molto da raccontare.
Molti film di successo sono stati girati in Puglia di cui uno abbastanza recente che ha vinto diversi premi: MINE VAGANTI, film per il quale Ilaria Occhini ed Ennio Fantastichini hanno vinto il David di Donatello.
L'ho presa un pò alla larga per raccontare di un film bellissimo che io adoro, con delle colonne sonore fantastiche, realizzate da Pasquale Catalano, e una storia divertente e toccante al tempo stesso.
Il film non parla della Puglia solo perchè è stato girato a Lecce e provincia, nel Salento, ma anche perchè l'intera storia è concentrata sui pregiudizi di una cultura perbenista e provinciale, che ancora vive in certi luoghi del nostro paese nonostante lo scorrere del tempo che introduce nuovi linguaggi e nuovi modi di pensare.
Arrivo un pò tardi nel senso che il film non è poi così recente ma è occasione, per chi ancora non lo conosce, di vederlo e apprezzarne non solo la storia ma anche i contenuti: dai dialoghi, alla sceneggiatura; dalla colonna sonora all'interpretazione degli attori.
Mine vaganti ha un cast d'eccezione: Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Nicole Grimaudo, Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini e Daniele Pecci; tutti davvero in gamba. Di pregio è l'interpretazione di Elena Sofia Ricci e Ilaria Occhini che trovo quasi "superbe". Un superlativo Ennio Fantastichini e un'intensa Nicole Grimaudo chiudono il quadro. Ho trovato meno "nella parte" proprio i due fratelli protagonisti: Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio le cui interpretazioni rimangono comunque stupende ma, secondo me,  meno brillanti rispetto a quelle degli altri altri attori del cast.
Bellissime le scene con Carolina Crescentini e Giorgio Marchese che riportano la storia indietro nel tempo; piccoli camei di grande spessore.
Fondamentale nel film è la colonna sonora, accurantamente selezionata per fare da cornice perfetta ad una storia davvero emozionante.
Per me Ozpetek questa volta ha superato se stesso in quanto ha saputo combinare l'intensità dei pensieri con la quotidianità, a volte semplice e comunque disarmante, tipica di alcune culture provinciali.
Su internet qualcuno lo ha definito un film "plutoniano"/scorpionico per la capacita di scavare nell'animo come fa Plutone e per l'ironia dissacrante dello scorpione. Riferimento all'astrologia dovuto considerando che Ferzan Ozpetek è un regista attento alla materia tanto da intitolare uno dei suoi film di maggior successo con il nome di un pianeta: "SATURNO CONTRO" per l'appunto.
Personalmente so com'è avere saturno contro (e ora anche plutone contro), chissà se gli effetti saranno rivelatori come le verità a cui si assiste nel film.
Per ridere, piangere e soprattutto per riflettere, è il film giusto....

domenica 13 febbraio 2011

Io e te

 Alla vigilia di San Valentino, voglio parlarvi di un libro che, a prima vista, potrebbe sembrare un romanzo che racconta una storia d'amore.

In verità "Io e te", ultimo libro di Niccolò Ammaniti, racconta una storia struggente e triste, piena di insegnamenti e intrinsa di una profonda morale in pochissime pagine, ma non è la storia di due innamorati.
Io e te è uno di quei libri che ti regalano una sorpresa nel finale che magari non ti aspetti, anche se Ammaniti, nei sui racconti, ci ha sempre abituato a leggere di storie per niente scontate...

Io e te è la storia di un fratello e di una sorella con una vita molto diversa ma con problemi relazionali e socio-affettivi che entrambi si portano dietro.
L'occasione di una bugia, e di un caso fortuito, fanno si che i due s'incontrino nonostante non avessero mai avuto un grosso rapporto se non quando erano entrambi molto piccoli.
Il libro, che mi ha colpito soprattutto per la copertina e per il titolo come spesso accade, mi ha incuriosito anche perchè nella terza e quarta di copertina, non lascia trasparire nulla della storia.
Ho iniziato a leggerlo aspettando di trovare il momento clou e invece la storia si è dipanata pian piano nel modo che sembrava più semplice di quello che si poteva immaginare.
Il finale mi ha lasciato un pò sorpresa: quando credevo che le cose sarebbero andate nel verso giusto ecco che giro pagina e leggo il contrario...
Nonostante la fine triste che non immaginavo, il libro non lascia l'amaro in bocca anzi, dimostra come spesso solo la disponibilità e l'apertura verso qualcuno può salvarci nei momenti del bisogno.
E dimostra inoltre che volenti o nolenti, siamo costretti a fidarci prima o poi di qualcuno e quella forse può essere la nostra migliore occasione, anche se in quel momento siamo certi del contrario...
Non voglio svelare nulla della storia, come si sarà capito, anche perchè il libro è piccolino e si legge velocemente; ma non dico nulla soprattutto perchè vale davvero la pena leggerlo...
 Lo suggerisco assolutamente. 

domenica 30 gennaio 2011

Art First 2011

Giovedì scorso è stata inaugurata l'edizione 2011 dell'Art First a Bologna: Fiera Internazione di Arte Contemporanea arrivata ormai alla 6a edizione.
Tre i padiglioni (15-18-20) ricchi di gallerie famose e gallerie giovani che propongono artisti emergenti.
Non l'avevo mai vista una fiera di arte così vasta e piena di visitatori internazionali.
La cosa che mi ha più colpito è che oltre ai galleristi e ai collezionisti che si riconoscono la milioni di Km di distanza, visto l'abbigliamento e il fare alquanto ricercato, era possibile trovare il ragazzino bohemienne, la casalinga della porta accanto e i bambini con i propri giochi in mano.
L'idea forte che mi ha trasmesso è che realmente l'arte è patrimonio dell'umanità e quindi non qualcosa di riservato e di esclusivo interesse di collezionisti e "addetti al settore".
Se si è interessati a vedere un evento diverso, consiglio vivamente l'Art First.
Alcune delle opere che mi hanno maggiormente colpita....


  


 

domenica 2 gennaio 2011

Un karma pesante

Passeggiando fra mercatini e negozi durante le mie vacanze natalizie, mi sono imbattuta in un bellissima libreria a Gallipoli: Nostoi.
Più che una libreria si tratta di uno spazio culturale ricavato all’interno di una costruzione dell’800, credo che si trattasse di un’antica cantina o di una sorta di stalla proprio nel centro della cittadina.
Un insieme di nuovo e antico fusi insieme tra oggetti d’epoca ed elementi d’arredo moderni; un pianoforte in un angolo, una tecnologica stufa a legna poco più avanti, i libri appoggiati in scaffali ricavati nel muro e su tavoli di legno grezzo, una stanza di esposizione di prodotti artigianali.
Girovagando tra i tavolini ho pensato di cercare un libro da leggere durante le mie vacanze, poi mi sono ricordata di aver letto una recensione del nuovo romanzo di Daria Bignardi – Un karma pesante - e ho chiesto alla commessa se c’era una copia.
Spesso i libri mi attraggono per la copertina o per il titolo un po’ misterioso. La recensione mi aveva colpito invece perché evidenziava la difficoltà, che hanno alcune persone, a vivere in modo semplice e utilizzare la strada più ovvia per percorre la vita senza dover per forza complicarsi ulteriormente il percorso.
Ma forse l’ho scelto perché inconsciamente sono convinta di avere anche io un karma pesante…
Inoltre mi incuriosiva il fatto che il libro fosse di Daria Bignardi, già autrice del romanzo autobiografico “Non vi lascerò orfani” che però non ho mai letto ma so che ha ricevuto buoni apprezzamenti della critica.
Un karma pesante narra la storia di Eugenia Viola, regista di discreto successo che racconta la sua vita dall’adolescenza ai giorni odierni. Il racconto è un insieme di flashback intervallati da momenti di vita quotidiana che insieme compongono la storia di una persona complicata segnata dal trauma della malattia del padre.
Eugenia è una ragazza sveglia e forte e per questo viene ritenuta dallo zio l’unica persona della famiglia adatta a recepire ed affrontare la notizia che il padre sta per morire di cancro. In realtà la giovane Eugenia è una donna forte all’apparenza ma molto fragile interiormente il che la porta a reagire alla notizia con una chiusura totale nei confronti della famiglia.
Si allontana sempre di più dai suoi cari, prende le distanze dallo zio che adorava e vive da autolesionista frequentando gente sbagliata, avendo relazioni vuote e inutili e trascurando la propria salute fino a che non scopre, per puro caso grazie a un lavoro nella pubblicità, la sua vena artistica che la porta a diventare una regista di successo e a incontrare l’uomo che le restituisce la pace interiore e che insieme a lei costruisce una famiglia.
Devo ammettere che come regista Eugenia non mi convince molto e in un certo senso il fatto che l’autrice la dipinga come una regista di successo, è marginale. Probabilmente l’intento è quello di mettere in luce come anche personalità di spicco vivano conflitti interiori e vite difficili, nonostante la fortuna e la notorietà? Forse, ma non ne sono sicura…
Ad ogni modo ritengo che quello di Eugenia sia un bel personaggio soprattutto dal punto di vista umano: è una donna che non si conosce, attraversa un turbinio di emozioni che non è capace di gestire, s’infila in percorsi di ogni tipo ma alla fine diventa una donna realizzata, sempre animata dal caos interiore e dalla difficoltà di vivere, ma in grado di essere felice a differenza di quanto pensava da giovane, quando era in lotta con il mondo e in fuga da tutti.
Un karma pesante è un libro che mostra la fragilità della vita e delle persone, ma in fondo lascia un messaggio di speranza per cui è sempre possibile riprendere le fila della propria vita, pur percorrendo percorsi tortuosi e complicati per arrivare ad essere felici.
Un frase del libro è significativa al riguardo:
A volte pensi che per cominciare a vivere davvero devi prima capire chi sei, fare le scelte giuste, mettere tutto in ordine: ma alla fine la tua vita sarà il modo in cui hai vissuto. Il modo in cui stai vivendo adesso.
Si potrebbe quindi dire che un karma pesante non è una condanna a morte, anche se chi lo possiede vede il mondo a tinte fosche e affronta quello che gli capita con molta difficoltà.
In uno dei suoi monologhi Eugenia dice:
[…] io prendo sul serio solo le cose negative minimizzando o ignorando quelle positive, come se fossi affetta da una strana miopia e riuscissi a mettere a fuoco solo quello che fa soffrire, e il resto scontato e inutile. Sono così da sempre, non penso di poter cambiare.
In questo mi sono riconosciuta parecchio: non amo se non soffro, non capisco se non faccio scelte sbagliate, non imparo se non sbatto la testa contro il muro, non mi fido fino a che non esaurisco qualcuno al punto di rovinare tutto.
Sono fatta così e penso sempre di non poter cambiare, proprio come Eugenia.
In fondo però, miopia a parte, spesso e volentieri la vita mi è venuta incontro a metà strada, il muro su cui sbattevo la testa per imparare non si é mai rotto, ho fatte strade lunghe e ho perso tempo ma sono arrivata a destinazione in ogni caso, mio malgrado ho dovuto fidarmi di qualcuno e ho capito che chi ti fa sempre soffrire, ama più se stesso che te.
In fondo avere una karma pesante fornisce insegnamenti preziosi.

sabato 1 gennaio 2011

Buon Anno!!

L'inizio dell'anno nuovo è sempre il periodo degli oroscopi e delle previsioni per tutti i 12 mesi futuri. Per augurare a tutti buon anno e, per ridere un pò sugli oroscopi, ho scelto questa filastrocca di Gianni Rodari che mi piace molto.

Auguri a tutti!!


"Oroscopo"

(di Gianni Rodari)


O anno nuovo, che vieni a cambiare

il calendario sulla parete,

ci porti sorprese dolci o amare?

Vecchie pene o novità liete?




Dodici mesi vi ho portati,

nuovi di fabbrica, ancora imballati;

trecento e passa giorni ho qui,

per ogni domenica il suo lunedì.




Controllate, per favore:

ogni giorno ha ventiquattr'ore.

Saranno tutte ore serene

se voi saprete usarle bene.




Vi porto la neve: sarà un bel gioco

se ognuno avrà la sua parte di fuoco.

Saranno una festa le quattro stagioni

se ognuno avrà la sua parte di doni.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale

Possa la strada venirti incontro
possa il vento sospingerti dolcemente.
Possa il mare lambire la tua terra
e il cielo coprirti di benedizioni.
Possa il sole illuminare il tuo volto
e la pioggia scendere lieve sul tuo campo.
Possa Iddio tenerti sul palmo della sua mano
fino al nostro prossimo incontro.
Buon Natale a tutti.

domenica 12 dicembre 2010

Precetto di vita